Marco non ha paura!

Di seguito l’intervista realizzata da Paolo Villani con il nostro beniamino.

Marco, la coppia formata da te e Marazzina ha in canna i gol per vivere un campionato tranquillo in A?
“Difficile dirlo. A giudicare dall’ultimo campionato, sembra di sì: lui ne ha fatti tanti, io sedici, quindi a livello di gol penso che ci saremmo. La differenza è che ora siamo in una categoria superiore, che io non ho mai fatto: per questo faccio fatica a rispondere. Marazzina, invece, in A ha già giocato e di gol ne ha fatti: parte in vantaggio rispetto a me, sicuramente con più esperienza. Però, fin da quando ho iniziato a giocare da bambino, il mio sogno era giocare in Serie A: ora che ci sono arrivato darò tutto me stesso, come ho sempre fatto, con una motivazione in più perché voglio vedere se in A ci posso stare anch’io. Sicuramente porto al Bologna il mio entusiasmo, la mia voglia di giocare in A, che è il mio sogno”.

Cosa ti spaventa alla vigilia del tuo esordio in A?
“Sinceramente non ho paure: il calcio per me è sempre stato un divertimento e anche adesso lo vedo più come un divertimento che come un lavoro. Poi è naturale che hai anche grosse responsabilità, specie quando giochi in piazze importanti, ma di paure non ne ho: cerco di affrontare le partite dando tutto quello che ho e poi vedremo”.

Intanto dovrai affiancare uno come Marazzina, che in campo spesso si lamenta con i compagni…
“Anch’io, nel mio piccolo, sono uno che si lamenta abbastanza. Però devo dire che fino adesso ci siamo trovati bene, sia in campo che in spogliatoio. Se uno parla per il bene della squadra in modo costruttivo, secondo me è buono e io in queste settimane ho sempre visto positivo l’atteggiamento di Marazzina”.

Ti ritieni una scommessa in Serie A?
“Sì, perché non ci ho mai giocato: tutti gli esordienti sono un po’ una scommessa. Io ho dimostrato di poter giocare in Serie B, ma per me la A è una novità e posso essere ritenuto una scommessa. Penso di poter far bene, ma non so fino a che punto: ho voglia di misurarmi, poi tireremo le somme più avanti”.

Dicono che ricordi da vicino il primo Toni: questo ti spaventa?
“Non mi spaventa, anzi mi fa piacere. Lui, poi, nel giro di un paio d’anni è cresciuto tanto e non so se io potrò diventare forte quanto lui: essere una sua brutta copia sarebbe già molto positivo. Sono alto e qualche palla di testa la prendo, ma mi piace molto anche giocare con i piedi e far salire la squadra tenendo la palla in avanti. Poi non ho la sua forza e la sua potenza: con l’aiuto dell’allenatore, stiamo studiando movimenti diversi per cercare di non andare troppo a contatto col difensore. Margini di miglioramento penso che ce ne siano sempre, come ho visto in questi ultimi anni, quando, avendo giocato con una certa continuità, credo di essere cresciuto abbastanza; difficile stabilire dove siano questi margini: preferisco che mi dicano gli altri dove devo migliorare e sicuramente ci lavorerò sopra”.

Tu passi per essere uno freddo e professionale: non hai nessun imbarazzo con le ex squadre.
“La squadra a cui ho segnato di più penso sia proprio il Cesena, dove ho giocato per anni. Quando giochi dai tutto per la tua squadra, per la società che ti paga per questo”.

In attacco cosa serve al Bologna?
“Sono questioni che riguardano la società: valuteranno loro che tipo di punta prendere. Per affrontare un campionato di Serie A, serve un determinato numero di punte e tutti noi saremo contenti se arriverà un giocatore di livello che possa far fare un salto di qualità alla squadra; un attaccante che fa gol fa comodo a tutte le squadre e anche a me farebbe piacere se arrivasse. Vivo bene la competizione: non ho nessun problema a dovermi guadagnare il posto e lottare per una maglia, anzi penso sia molto bello e stimolante”.

Qual è l’attaccante più bravo della Serie A?
“Ce ne sono tanti. Il mio preferito è Luca Toni, che però ora gioca in Bundesliga. In Serie A, da Totti a Trezeguet, ci sono tantissimi attaccanti forti”.

Qual è il difensore che non vorresti incontrare e la sfida che ti affascina?
“Cordoba dell’Inter è uno che in velocità penso che mi possa veramente “ammazzare”. Mi piacerebbe giocare contro Materazzi. A livello di squadra, essere già alla prima di campionato contro il Milan a San Siro, stadio in cui non mai giocato, sarà una delle più forti emozioni per me”.

di Paolo Villani

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